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C.R.E.A. è uno spazio che si propone di raccogliere materiale con cui sia possibile confrontarsi e discutere sul tema dei margini urbani, cercando di immaginare nuovi scenari possibili e consolidare nuove riflessioni teoriche; i materiali sono organizzati in quattro categorie: collaborazioni, recensioni, eventi, attualità.

Ogni mese vi proporremo un tema diverso sulla città e ogni martedì pubblicheremo un post su questa tematica, in particolare:
– Collaborazioni con personaggi che esprimeranno il loro punto di vista attraverso le loro diverse capacità e competenze tecniche o artistiche;
– Recensioni di libri cult o nuove pubblicazioni;
– Eventi, mostre, seminari a cui partecipare;
– Articoli interessanti, interviste a personaggi del settore e link utili.

Perchè nasce C.R.E.A.?

In Italia, dalla fine degli anni ’80 del secolo scorso- e prima ancora nel resto d’Europa e del mondo- la dispersione insediativa ha rappresentato una tematica di ricerca e di analisi di straordinario interesse per molte discipline, dall’architettura alla geografia, dall’urbanistica all’antropologia. Rurbanisation, sprawl, edge city, urbanizzazione diffusa, città diffusa, città frattale, ville émergente, arcipelago metropolitano, policentrismo insediativo, rete di città, città di città, sono tra le più note concettualizzazioni elaborate per descrivere, far emergere ed interpretare il significato dei processi di diffusione dell’urbanizzazione caratteristici delle società contemporanee.

A circa vent’anni di distanza, dalle prime esperienze di esplorazione dell’urbanizzazione diffusa, che oggi sono diventate ormai dei “classici” (e.g. Dematteis, Palermo, Secchi, Boeri, Indovina, Zanfi, Viganò), può essere utile domandarsi se l’immagine che prese forma allora, così capace di interpretare i processi generativi e i materiali costitutivi della “città diffusa”, sia oggi ancora in grado di cogliere le dinamiche di trasformazioni più recenti.

Ma non solo questo. Bisogna ammettere che il grande patrimonio di riflessioni che ha dato forma a quell’immagine ha inciso in modo molto limitato sui processi di trasformazione del territorio che descriveva. Allora, la domanda che vale la pena di porsi a questo punto è anche quale immagine, oggi, possa aiutarci a definire un’agenda di progetto urbanistico adeguata alle condizioni che stanno emergendo dopo la dispersione urbana.

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