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Aldo Loris Rossi, architetto, docente a Napoli, Firenze e in prestigiose università del mondo; è anche autore di saggi che hanno cambiato percezione e punti di vista su alcuni progetti chiave dell’architettura e dell’urbanistica italiana, contenuti sulla rivista di Bruno Zevi Architettura, Cronaca e Storia.

 

11722633_1657999084436254_5085466654142850906_o“La città – che a noi appare un insieme di mappe e di strade, di costruzioni e impedimenti, di lasciti della storia, di relitti del passato e di cieca esposizione al futuro – è una questione interiore, un misto di rivelazione e di visione profetica. C’è qualcosa di più e di diverso dalla celebre affermazione di Einstein ‘senza una teoria non posso descrivere neppure una matita’. Senza un’idea di città, una città non solo non la puoi concepire, ma non puoi neppure vederla e sapere se è bella o brutta, vivibile o invivibile, se e come si è formata, se e come la puoi cambiare. In queste poche righe è contenuto il dramma che porta a vivere senza sapere, a costruire senza vedere, a conservare e a distruggere senza ragione. Ma queste poche righe non sono che un sommario parziale e imperfetto delle 368 pagine che compongono il libro-riflessione di Aldo Loris Rossi, una meditazione su Napoli, vita, storia e città che è la perorazione, ricca di documenti e di prove da tenere di fronte a un tribunale che non esiste, per una causa che non è stata mai fatta e che non avrà mai una sentenza, mentre la città manomessa e aggredita, resta affidata agli autori della sua distruzione, tra cumuli di storia abbandonata, di rovine contemporanee, e di rovine che stanno per nascere e sono già detriti che ingombrano passaggi e speranze. Questo libro-meditazione è il manifesto di un evento nuovo. Interessa il metodo, allo stesso tempo scientifico e passionale, dell’autore, architetto, urbanista, docente e cittadino senza rassegnazione, che non intende usare scienza e sapienza per rappresentare un dramma sia pure di proporzioni paurose.” (dalla prefazione di Furio Colombo)

Per invitarvi alla lettura di questo testo che tenta di mettere in evidenza la connessione tra il problema delle bonifiche nella terra dei fuochi e la pianificazione della città metropolitana, vi anticipiamo alcuni brani contenuti nel volume.

“Napoli è un paese in cui è impossibile promuovere un pubblico interesse senza rimetterci il cervello o la salute”
(Benedetto Croce, 1917)

“Non il terremoto, non il Vesuvio, né il cataclisma distruggeranno mai Napoli […] ma i napoletani”.
(San Giuseppe Moscati, 1919)

“Che il Meridione abbia avuto dagli anni dell’Unità i danni e le beffe che toccano ai più deboli, mentre meccanismi automatici contrari premiano i più forti, è una delle poche leggi economiche valide in tutti i paesi e sotto tutti i regimi”.
(Giorgio Bocca, 1990)

“Napoli è ancora l’ultima metropoli plebea, l’ultimo grande villaggio (e per di più con tradizioni culturali non strettamente italiane): questo fatto generale e storico livella fisicamente e intellettualmente le classi sociali”.
(Pier Paolo Pasolini, 1975)

“Parto. Non dimenticherò né via Toledo, né tutti gli altri quartieri di Napoli; ai miei occhi è, senza nessun paragone, la città più bella dell’universo”.
(Stendhal, 1817)

 

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