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© Guido Guidi. Cittadella, 1984

Guido Guidi nasce nel 1941 a Cesena. Dal 1956 studia a Venezia, prima Architettura allo IUAV e successivamente Disegno industriale. È nel clima vivace del periodo veneziano che decide di dedicarsi con continuità alla fotografia.
Dalla fine degli anni sessanta realizza importanti ricerche personali, interrogandosi sull’oggettività della fotografia e indagando il paesaggio e le sue trasformazioni. Le sue fotografie sono state esposte, tra l’altro, al Fotomuseum Winterthur, Guggenheim e Whitney Museum di New York, Centre Pompidou di Parigi, La Biennale di Venezia, il MAXXI di Roma. la Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi – e sono state oggetto di numerose pubblicazioni. Alla professione di fotografo affianca da anni attività di didattica e promozione della fotografia: nel 1989 avvia a Rubiera, con Paolo Costantini e William Guerrieri, Linea di Confine per la Fotografia Contemporanea. Dallo stesso anno è docente di Fotografia all’Accademia di Belle Arti di Ravenna e dal 2001 insegna presso lo IUAV di Venezia.

106-Cover GUIDIIl 19 Settembre 2013 si è tenuta all’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione la prima personale di Guido Guidi a Roma. La mostra Cinque paesaggi, 1983-1993 affrontava il periodo inaugurale di una ricerca, avviata da Guidi nel 1982-1983, caratterizzata dal passaggio a una macchina fotografica di grande formato; con essa avvia l’esplorazione di paesaggi collocati lungo un asse geografico che dal circondario cesenate, si prolunga verso nord sino a Venezia, e alle prealpi venete.

Guidi ha compiuto questo tragitto settimanalmente per anni fotografandolo, dando cosi vita ad un corposo archivio di immagini. Da questo viaggio emergono diversi paesaggi: il paesaggio campestre e agrario della provincia di Cesena, quello lineare della via Romea, quello dell’urbanizzazione diffusa fra Mestre Padova e Treviso, quello industriale di Porto Marghera, e infine quello storico del Monte Grappa, teatro della Prima Guerra Mondiale; la mostra delinea una sorta di geografia “minima” dell’Italia in un preciso momento storico della sua trasformazione.

Le 138 fotografie della mostra contribuiscono a dare una accurata descrizione di luoghi considerati marginali dall’iconografia ufficiale; allo stesso tempo, a distanza di trent’anni esse assumono già un inestimabile valore storico a fronte delle rapidissime trasformazioni subite dal paesaggio e nel contesto della rinnovata attenzione portata su di esso dalla cultura urbanistica e paesaggistica.
Questa documentazione fotografica rappresenta le fasi e i temi della ricerca di Guidi sul linguaggio fotografico. La mostra è stata accompagnata da questo volume, a cura di Antonello Frongia e Laura Moro., in cui è presente una selezione di 80 fotografie rappresentative della ricerca di Guidi: l’esplorazione del paesaggio che l’autore ama definire “casuale e banale”.

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© Guido Guidi. Porto Marghera, 1989

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© Guido Guidi. Cittadella, 1984

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© Guido Guidi. Tagliata, 1984

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© Guido Guidi. SP29 altezza Via Cantone Monte Olivo, 1984

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