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Foto di copertina di Alessia Lupi

Pierre Donadieu, ingegnere agronomo, geografo ed ecologo, è professore emerito di scienza del paesaggio presso l’École nationale supérieure de paysage di Versailles-Marsiglia, dove è direttore del Laboratorio di ricerche del dipartimento di scienze umane. Considerato uno dei massimi esperti europei di paesaggismo, è autore di numerosi saggi tra cui “La société paysagiste” (2002), “Sciences du paysage. Entre théories et pratiques” (2012) e, con M. Périgord e R. Barraud, “Le paysage. Entre natures et cultures” (2012). L’edizione italiana della sua raccolta di saggi “Campagnes urbaines”, è stata curata da Mariavaleria Mininni.

 

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Pierre Donadieu pone proprio nelle pagine di questo saggio la necessità di ribaltare la tradizionale idea di una contrapposizione tra la città e la campagna, idea che ci impedisce di cogliere il ruolo che può invece assumere la campagna urbana. Quello che un tempo pareva solo un ossimoro costituito da due termini tradizionalmente antitetici, diventa invece un paesaggio in cui emergono indizi di nuove ecologie tra territorio e società, in parte dipendenti dalla cultura urbana e da quella rurale, ma per molti aspetti portatrici di una proposta inedita di sostenibilità e di nuove forme di spazialità urbana su cui è giunta l’ora di interrogarsi.

La città infatti cresce allontanando la campagna che si trasforma in nuove periferie e spazi incolti; questi spazi  in forte declino, sono sempre più luoghi in cui si espande la città e dove si diffondono forme e pratiche generiche, indistinte, se non residuali. Un simile processo è destinato a continuare e ad accrescere le contraddizioni tra una città sempre più periferia e una ruralità divenuta urbanizzata. Sembra così delinearsi una società in cui i valori di urbano e rurale finiranno per essere confusi e gli spazi arbitrariamente mescolati, dando vita a un luogo dominato dall’incertezza, abitato da una società periurbana, indifferente tanto alla città quanto alla campagna. Campagna urbana o città rurale? Due i punti di vista, per due concetti completamente indissociabili di una città-campagna o di una campagna-città: una campagna che si costruisce con la città o una città che prende forma con la campagna. La campagna e l’agricoltura urbana, rappresentano il luogo e lo strumento per riformare le tecniche di pianificazione e di progettazione nei confronti delle trasformazioni in atto nel territorio periurbano. La proposta avanzata è di ripartire da quegli spazi di natura nei quali l’agricoltura non solo persiste, ma si rinnova per soddisfare i bisogni dei cittadini, sia perché può nutrirli, sia perché risponde a una sempre più diffusa domanda di naturalità.

I saggi di Donadieu vanno inoltre a costituire un dialogo tra la felice esperienza francese nel campo della pianificazione e progettazione alle diverse scale del paesaggio periurbano e la situazione italiana.Inventare la campagna come un territorio coerente, al tempo stesso rurale e urbano, presuppone che lo spazio agricolo rientri realmente nella categoria delle infrastrutture pubbliche naturali, ossia degli spazi di interesse pubblico.

© 2013_ DdB

 

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