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SMSilvia Marmiroli, nata a Mantova nel 1985, laureata in Architettura presso il Politecnico di Milano con la tesi in urbanistica dal titolo “Una Utopia? La Grande Mantova.”, relatrice di tesi Prof.ssa Maria Cristina Treu. Collaboratrice al gruppo di ricerca della Fondazione Politecnico di Milano del Progetto di ricerca “INNES – Intimate Neighbourhood Strengthening” finanziato dall’Unione Europea all’interno del programma “Prevention of and fight against crime 2007-2013 (ISEC) action grants 2011 – Directorate General Home Affairs, European Commission. Partecipa all’attività didattica nel “Laboratorio Tematico di Fare Paesaggio” della Prof.ssa Treu. Socia fondatrice dell’associazione universitaria studentesca “Starc Mantova”, dal 2012 fa parte di AGAM, Associazione Giovani Architetti Mantovani.

 

AGAMPer Mantova Creativa 2013, AGAM ha presentato il progetto della “Fattoria Sociale”. Il progetto trasforma una corte agricola in disuso, nel centro di una nuova comunità. Spazi residenziali e spazi comuni verranno realizzati in autocostruzione dal gruppo d’acquisto. Questo progetto ha lo scopo di presentare l’idea progettuale che rappresenta un modello riproducibile e adattabile ad ogni esempio presente sul territorio. Salendo di scala, la “Fattoria Sociale” è vista come un progetto puntale e riproducibile che potrebbe formare una “rete di Fattorie”, tutte diverse sia perché adattate ai fabbricati presenti che per funzioni: alcune “Fattorie” potrebbero avere funzioni principalmente residenziali ed altre accogliere piccole botteghe di artigiani, spazi per artisti, ristoranti e punti di incontro aperti anche ai cittadini di tutto il Comune. Importante sarà delineare una nuova identità forte che potrà successivamente avere un significato aperto a tutta la comunità, quindi non chiusa in se stessa ma aperta a dialogare con il territorio per dare il suo contributo nella valorizzazione di questo.

Le nostre campagne sono disseminate di cascine agricole che racchiudono la nostra cultura e la nostra storia, profondamente radicate nel territorio. Il periodo di forte crisi economica e sociale ci ha portato a interrogarci su quale stile di vita “alternativo” possa essere proposto oggi per affrontare un tale momento. In realtà lo stile “alternativo” non è altro che la riproposizione della vita di campagna che si svolgeva nelle corti agricole ai tempi dei nostri nonni, presentato con un occhio nuovo in grado di valorizzare il patrimonio esistente che spesso si trova in forte stato di degrado, con la priorità di preservare l’alto valore architettonico rappresentato dalle tecniche costruttive impegnate e dalle relazioni tipologiche e caratteri morfologici dei vari edifici che compongono la corte. La “Fattoria Sociale” è un progetto di social housing che cerca di attribuire un significato moderno e attuale alla vita che si può condurre in campagna, con tutti i benefici del caso, accompagnato dall’ausilio di tecnologie avanzate. La cascina scelta come progetto pilota si trova nella prima periferia di Mantova: l’idea è quella di recuperare i fabbricati che compongono la corte agricola inserendo nuove unità abitative. Tali fabbricati non subiranno un restauro conservativo, ma verranno messi in sicurezza e opportunamente trattati per diventare dei “contenitori” nei quali alloggeranno i volumi delle vere residenze. L’intervento si rivolge a un target di persone economicamente svantaggiate come giovani, giovani coppie, coppie con figli, lavoratori part-time che difficilmente avrebbero la possibilità di acquistare una residenza. Per affrontare l’acquisto dell’intera corte è fondamentale trovare un gruppo d’acquisto che comporrà la nuova comunità. Una volta trovato il gruppo d’acquisto e il fabbricato oggetto d’intervento, si può realizzare il progetto in autocostruzione attuando delle convenzioni con le amministrazioni comunali: un’iniziativa simile porterebbe così al recupero del territorio e a un contatto e aiuto reciproco tra cittadini e amministrazioni. Per quanto riguarda l’autocostruzione, il futuro proprietario di casa diventa esso stesso costruttore, impiegando così il massimo delle energie per una buona riuscita dell’abitazione e degli spazi comuni. Il metodo dell’autocostruzione così concepito ha evidentemente un valore sociale: nessuno, dopo uno o due anni di lavoro insieme, potrà più dire di non conoscere il proprio vicino di casa. Le aree comuni dedicate alla socialità sono adibite a una grande sala da pranzo collettiva da utilizzare per i giorni festivi, ricorrenze, compleanni, riunioni, e a spazi che possono essere utilizzati come veri e propri laboratori dove poter produrre beni come il pane, la birra e confetture. Il valore insostituibile del contatto con la terra fa sì che gli abitanti della corte potranno a turno dedicarsi alle attività lavorative a rotazione diventando produttori dei loro prodotti di consumo a Km zero. L’adozione di pannelli fotovoltaici, di sonde geotermiche, del recupero dell’acqua piovana e la predisposizione dell’utilizzo di biciclette elettriche e macchine elettriche rappresentano le soluzioni tecnologiche che completano il progetto.

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Individuazione delle funzioni e dei volumi di progetto.

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Vista progettuale.

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Vista progettuale.

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Indicazioni progettuali: la tecnologia e il verde.

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Allestimento della “Fattoria Sociale” durante Mantova Creativa 2013.

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Esposizione del progetto al pubblico durante Mantova Creativa 2013.

 

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