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Foto ProfiloSara Caramaschi, nata a Mantova nel 1988, è dottoranda in “Paesaggi della Città Contemporanea. Politiche, tecniche e studi visuali”, presso l’Università degli Studi Roma Tre.
Si laurea in architettura presso il Politecnico di Milano nell’aprile 2013, con una ricerca sui mercati urbani, intesi come spazi pubblici chiave di rigenerazione urbana e sociale.
Partendo dalle precedenti ricerche, nel dottorato ha continuato il percorso di esplorazione dei temi legati al cibo e al suo impatto nel contesto urbano e sociale. Il tema dello street food vending rappresenta infatti un motore propulsivo di socializzazione e una primaria esigenza del vivere sociale contemporaneo.
Partecipa all’attività didattica presso il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre ed è parte del comitato di redazione del giornale online UrbanisticaTre, che raccoglie gli interessi di ricercatori, studiosi e docenti che a vario titolo studiano la città e la costruzione collettiva dello spazio.

 

Per secoli la vendita di cibo nello spazio pubblico, attraverso mercati locali e street food, ha contribuito alla formazione e allo sviluppo dei nuclei urbani, migliorandone la vitalità e la vivibilità.
Negli ultimi anni, in tutto il mondo, si è registrato un rapido aumento, in numero e in qualità, di questi fatti urbani, dimostrando come essi abbiano saputo sopravvivere ai cambiamenti sociali, economici e tecnologici, reinventandosi e generando effetti positivi sulla città contemporanea.
Gli effetti sulla vitalità dello spazio pubblico e sulla comunità hanno riportato mercati locali e street food in cima alle agende urbane, dimostrando la loro capacità di rinvigorire il delicato legame tra vita e spazio nell’ambiente urbano.

La preparazione, la vendita e il consumo di cibo nello spazio urbano hanno rappresentato per lungo periodo un elemento fondamentale nell’organizzazione di città compatte e vivibili, nuclei caratterizzati da una fitta rete di relazioni di prossimità.
Già negli anni ’60 la critica di alcuni pionieri, come Jane Jacobs, Gordon Cullen, Lewis Mumford e Kevin Lynch per citarne alcuni, rilevava la perdita delle identità locali e l’importanza del commercio su strada nelle città in continua crescita.
Oggi sono molte le città che hanno riscoperto e promosso mercati locali e street food come strumenti in grado di raggiungere obiettivi comuni: città vivibili e a misura d’uomo, la ricerca di una identità locale, comunità attive e partecipi, spazi pubblici attraenti, sostenibilità urbana.
Ricerche ed esperienze provenienti da tutto il mondo dimostrano come le attività commerciali che prendono forma nello spazio pubblico siano fondamentali per riattivare e mantenere vive parti di città, migliorandone la vitalità e l’autenticità.
Il commercio rappresenta una parte cruciale della vita urbana, un fenomeno complesso con conseguenze di ampia portata. Da anni chi si occupa di città affronta il problema della qualità e della vitalità urbana ripensando il rapporto profondo tra commercio e città, un rapporto così intimo da aver intaccato la sostenibilità urbana, la coesione sociale e la forma stessa delle città.
La vitalità nello spazio pubblico può essere rigenerata e attivata attraverso l’animation culturelle, ma a lungo termine solo una complessa diversità di usi primari e un mix di attività prevalentemente commerciali possono garantire il raggiungimento di un certo grado di socialità.
Ecco dunque che l’uso temporaneo dello spazio pubblico per mercati locali e street food ha la capacità di attivare e infondere energia a luoghi ordinari o brani di città che hanno perso senso e attenzione, rappresentando un motore propulsivo di socializzazione e una primaria esigenza del vivere sociale contemporaneo.
I mercati e lo street food sono oggi necessari poiché sono in grado di affrontare efficacemente alcuni dei principali problemi della città contemporanea: il bisogno di rilanciare i centri urbani, la ricerca di spazi pubblici invitanti e sicuri, l’esigenza di sostenere le attività commerciali temporanee; la necessità di portare nella città cibo fresco e di qualità e l’urgenza di proteggere e salvaguardare le aree agricole o rurali attorno ai nuclei urbani.
Tutto questo ha riportato il cibo nelle strade e negli spazi pubblici di città in tutto il mondo, dimostrando gli effetti benefici che la vendita e il consumo di cibo nello spazio urbano hanno. Le stesse comunità urbane stanno riscoprendo che mercati locali e street food, grazie alla loro attenzione al “locally grown”, migliorano la qualità della vita e il benessere della comunità nello spazio urbano.

© 2013_ DdB

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