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amsterdam piccolo

Fino al 400 Amsterdam era un piccolo villaggio di pescatori situato sulle rive del fiume Amstel, era stato vittima dell’alluvione del 1287. La costruzione a circa un quarto di miglio dalla foce del fiume di un canale e un fossato di guardia con argini artificiali ( amstel-dam) resero possibile lo stanziamento di un nuovo più stabile nucleo urbano. Nel 1481 venne costruita una cerchia muraria, che verso il fiume venne mantenuta a palizzate lignee. L’insieme degli argini o dighe, il gratchen esterno e le strade disposti a U intorno all’Amstel hanno coagulato la matrice formale della città. Nel 1578 è conquistata dalle truppe di Guglielmo il Taciturno, e subito dopo si progetta il primo ampliamento: le mura vengono demolite, e il fossato perimetrale diventa un canale interno alla città; più all’esterno si costruisce nel 1593 una nuova cinta di mura secondo le regole della tecnica militare moderna.

Dal 600 si afferma come potenza commerciale e mercantile a livello europeo grazie alla posizione strategica e alle innovazioni tecnologiche per la produzione di energia (ad esempio i mulini a vento). Questa crescita economica si concretizza fra il 1608 e il 1611 con la costruzione della Borsa  e l’anno successivo viene redatto un celebre piano di espansione  per la città. L’estensione della città viene quadruplicata; un doppio carattere di istituzione e di impresa speculativa rende straordinariamente originali le caratteristiche di questa impresa. L e nuove aree da urbanizzare sono regolarmente divise da una rete di canali che consente di raggiungere le zone residenziali con le imbarcazioni mercantili. Il meccanismo di progressiva saturazione delle nuove zone comprese nella cerchia ampliata di mura, contraddice il modo tradizionale in cui si sono ingrandite le città; se generalmente in un piano di grandi dimensioni le nuove aree sono urbanizzate progredendo dal centro verso la periferia, ad Amsterdam si prevede una saturazione per spicchi, a ventaglio, procedendo da est verso ovest. La zona occidentale sarà già completamente abitata a metà del seicento mentre l’ultimo settore a est verrà occupato solo nel XIX secolo. Punto di partenza dell’espansione è la costruzione, ad ovest della città vecchia, della struttura doppia in funzione di diga e di strada; a nord della quale si costruiscono tre isole per le operazioni di carico e scarico merci. A sud si sviluppa il piano dei tre canali, che costituiscono la nervatura a ventaglio dell’espansione. Ad occidente, all’esterno della terza via d’acqua, nella zona della città nuova urbanizzata per prima, è situato un grande quartiere popolare, la cui struttura e ragion d’essere costituisce un elemento non secondario e di notevole interesse dell’ampliamento. Questo quartiere viene ad essere separato, tramite i canali, del cuore rappresentativo della città. Nieuwe Werk si configura come un operazione di tipo esclusivamente tecnico amministrativo, che risolve il problema delle abitazioni per una zona periferica abitata dai ceti medio-bassi, ricalcando nella trama del tessuto costruito la traccia delle divisioni del precedente tessuto agricolo, cioè dei campi stretti e allungati; che non cerca proporziona mento ed equilibrio, né tentativi di ricucitura col piano dei tre canali. Il quartiere è comunque una specie di ghetto urbano. Gli elementi di necessità, e cioè le diverse esigenze della città, che sono stati gli stimoli stessi della espansione, sono riusciti ad accordarsi fra di loro, formando un unità in cui sono integrate perfettamente le fortificazioni, le abitazioni popolari, il traffico portuale, il collegamento casa mercantile-canali.

L’ottocento è caratterizzato da grandi lavori di bonifica: il miglioramento dell’Ij, i lavori del canale del nord, il prosciugamento del grande lago dell’Harlemmermeer, le chiuse di Ymuden. Con questi lavori di bonifica si attrezza l’hinterland agricolo immediatamente adiacente alla città. Intorno alla metà del secolo con la sistemazione che occorre dare ai tracciati ferroviari e la demolizione delle fortificazioni, si impone un piano urbanistico; nel 1901 Berlage è incaricato della stesura del primo importante sviluppo pianificato , il quartiere di Amsterdam Zuid. La soluzione definitiva del 1915 riguarda l’Amstellan, un asso che muove dal ponte sull’Amstel, che si trasforma in un canale alberato. Gli isolati acquistano possibilità nuove di uso nei lunghi temi dei cortili interni unificati. Il piano sarà materialmente realizzato nel dopoguerra. Tema dell’isolato urbano di grandi dimensioni, riferimenti alle architetture e ai tracciati rurali.

E’ il Piano regolatore del 1935 a caratterizzare la città di Amsterdam e la sua struttura dal punto di vista urbanistico. Il principio ispiratore fondamentale del piano è quello di organizzare l’espansione suddividendola per funzioni nell’ambito dei vari piani particolareggiati, in continuità con la città esistente da realizzare per successive unità di 10.000 abitazioni. La disposizione delle espansioni si articola “a ventaglio” da ovest a est, impedendo la saldatura fra i nuovi quartieri, con fasce verdi interposte che conferiscono alle aree di espansione un carattere di unità autonome in dialogo fra loro, collegate con la città antica e dotate di una forte identità. In questa ottica la direttrice prevalente per l’espansione è ad occidente della città, dove si trovano i terreni migliori, più salubri ed in più favorevoli situazioni di vicinanza al centro ed alle industrie, che vengono collocate sempre ad ovest, lungo il Nordze Kanaal in prossimità del nuovo porto e dei docks, in un area di dimensioni previste intorno ai 150ha ed ampliabile fino a 710ha. Per quanto riguarda le residenze la linea di demarcazione tra il nuovo ed il vecchio diventa il previsto anello ferroviario sopraelevato per gli spostamenti tangenziali intorno alla città, al di là del quale sorgeranno i nuovi quartieri: la redazione dei necessari piani particolareggiati dovrà essere avviata solo nel momento in cui si decida di procedere alla realizzazione di una nuova unità, che nel piano generale è indicata con una semplice retinatura in riferimento alla densità prevista. I primi piani particolareggiati ad essere realizzati sono Bosch en Lommer e Slotermmer. Quest’ ultimo, collocato all’esterno della cintura ferroviaria di circonvallazione, prevede un gran numero di case ad una o due famiglie e grandi spazi aperti con alcuni edifici alti. In totale l’area occupata dalle undicimila abitazioni ( 4000 abitazioni basse, di cui 3000 ad uno e 1000 a due piani;7000 abitazioni medio alte di cui 6000 in case a quattro piani e 1000 in case a dodici piani) è di 260 ha, con una densità di quaranta abitazioni per ha.

All’interno dei vari quartieri i tracciati sono caratterizzati da maglie ortogonali distinte in due classi a seconda della funzione: una più importante , che definisce delle unità di vicinato e garantisce i collegamenti tra le parti, una secondaria di viabilità locale. È prevista anche una grande opera : il tunnel sotto l’Y (il mare interno) per collegare Amsterdam alla porzione di città e alla zona industriale sull’altra sponda. Fondamentale è anche la completa revisione della rete ferroviaria, mediante la realizzazione della già citata cintura di circonvallazione sopraelevata su alti argini.

BIBLIOGRAFIA

D. Calabi, Storia dell’urbanistica europea, Mondadori, Milano 2000

L. Mumford, La città nella storia, Bompiani, Milano, 2002

P. Sica, Storia dell’urbanistica. Il Seicento, Laterza, Bari, 19992

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