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Vienna inizia la sua storia come insediamento militare dell’Impero Romano. L’insediamento romano, conosciuto come Vindobona, crebbe in un importante centro commerciale. All’inizio del V secolo, con la fine del dominio romano, Vienna fu invasa da ondate di tribù barbare (Unni, Goti e Longobardi) che fecero della città un territorio di conquista, solo l’avvento del Regno Carolingio ne risollevò le sorti.

Nel 1282, con la morte di Rodolfo d’Asburgo, nuovo imperatore del Sacro Romano Impero, i suoi due figli ebbero in eredità i feudi di Austria e Stiria, gettando così le basi di una delle più potenti dinastie della storia. Ebbe inizio una fase di grande prosperità  che culminò nel 1438, quando Vienna divenne il centro del Sacro Romano Impero. Nei secoli a venire la città si troverà a dover contrastare l’assedio turco (1529 e 1683) e successivamente verrà occupata (nel 1805 e nel 1809) dalle truppe napoleoniche.

Fino al 1857 la città era racchiusa e difesa da due cinte murarie: quella interna, più antica, che difendeva la città storica di impianto medievale, e quella più recente (Linienwall) che difendeva i quartieri periferici costruiti dal ‘600 in poi. Una larga fascia di territorio (Glacis), profonda tra 500 e 1000 m, all’esterno della prima cinta, era stata lasciata libera da edificazione per esigenze militari. Il Glacis si era inizialmente configurato come elemento di separazione tra la città antica, sede della corte e dell’amministrazione, caratterizzato da un tessuto edilizio compatto e da un sistema viario tipicamente medievale, e i quartieri più recenti, meno densi ed abitati da famiglie borghesi e dell’aristocrazia. Già nei primi decenni del secolo XIX la sistemazione con alberature, viali per il passeggio, caffè e chioschi aveva iniziato a mutare il significato e gli usi di questo spazio contribuendo a rafforzare il ruolo del Glacis nel rapporto tra le due parti della città.

Per adeguare la città alle mutate esigenze di una moderna capitale europea, dunque, l’imperatore Francesco Giuseppe, decide di abbattere le antiche mura medioevali e di sfruttare lo spazio risultante e quello preesistente per la costruzione del Ring (anello), un’ampia arteria alberata, fiancheggiata da nuovi ed eleganti quartieri, che si snoda per oltre 6 chilometri cingendo l’intero nucleo della Vienna medioevale. I sobborghi di Vienna erano così collegati con il centro del potere imperiale, attraverso i viali del Ring che, con una lunghezza di 5,3 chilometri, ancora oggi non ha eguali nel mondo.

Sebbene vengano demoliti gli antichi bastioni, il tessuto della città vecchia (Innere Stadt) non viene intaccato, se non marginalmente. La nuova arteria, al contrario, si caratterizza come un importante viale di circonvallazione che, grazie ad una fitta rete di altre strade minori, disimpegna la città vecchia collegandola adeguatamente con la Vienna moderna, già precedentemente estesasi al di fuori del circuito murario. Il Ring costituirà a sua volta il punto di partenza per ogni successivo sviluppo urbanistico cittadino. Negli ultimi decenni del secolo, infatti, esso verrà duplicato da un più vasto semi-anello esterno, il Gürtel, che propriamente significa cintura. Ad esso sarà affidata la funzione di collegare le stazioni ferroviarie meridionale e occidentale fungendo contemporaneamente anche da circonvallazione nord-sud per i nuovi quartieri di ulteriore espansione della città.

Le finalità iniziali di realizzazione del Ring si possono riassumere come:

  • di tipo economico, consiste nel favorire gli investimenti privati (spesso al limite della speculazione edilizia) mobilitando una gran massa di capitali e determinando un vigoroso e generalizzato rilancio economico dei settori edilizio e commerciale;
  • di tipo sociale, era quella di costruire una nuova area della Vienna borghese ed imprenditoriale, desiderosa di proporsi come una nuova capitale morale e culturale d’Europa accanto a Parigi;
  • di ordine pubblico, in quanto il sistema viario del Ring avrebbe consentito veloci spostamenti di truppe in caso di sommosse popolari o di barricate di protesta.

Nel 1862, quando Vienna comincia a debordare oltre le mura cittadine, il ministero degli interni ordina di redigere un piano generale di allineamento. Una commissione costruita per affrontare l’incremento dei prezzi dei terreni e degli affitti (conseguente al boom economico tra il 1867-1873) propone di ricollegare il centro con i sobborghi esterni grazie a una rete di ferrovie metropolitane. Nel 1892 per imporre un disegno urbanistico unitario ai sobborghi appena inglobati nel territorio comunale della Gross Wien (1890), viene bandito un concorso per il piano regolatore. Si cercano proposte per:

  • migliore organizzazione del traffico nella parte centrale di Vienna
  • riorganizzazione della rete ferroviaria metropolitana
  • riassetto della rete stradale
  • programma di ampliamento della capitale.

I vincitori risultano Otto Wagner e Joseph Stubben. La divisione del lavoro tra i due prevede che a Wagner siano affidati gli aspetti tecnici e disciplinari, al secondo il controllo estetico e ambientale. Infine viene affidato all’Ufficio urbanistico del comune il compito di progettare la versione definitiva del piano, facendo riferimento ai progetti dei due vincitori. Il piano delle aree edificabili non trova contrasti, i sobborghi vengono pianificati  tramite una divisione in sei tipi di zone caratterizzate da diverse tipologie e altezze.Il Ring diventa dunque il nuovo polo di organizzazione politico-culturale della città e in margine ad esso vengono costruiti tutti i moderni edifici-simbolo dell’efficiente capitale asburgica (nel decennio successivo ebbe inizio la costruzione della maggior parte dei maestosi edifici che si affacciano su questa strada). In questo contesto assume grande importanza anche la gestione degli spazi verdi, che vanno in parte ad occupare la fascia intorno alle antiche mura.

Dopo la prima guerra mondiale e il crollo dell’Impero, la nazione subì nel 1938 l’invasione delle truppe tedesche e Vienna divenne provincia del Reich. Le tragiche vicende della seconda guerra mondiale segnano profondamente la città, occupata dall’esercito russo nel 1945. A guerra finita le potenze vincitrici gestirono il controllo della capitale dividendola in quattro parti, ma la città riacquista la propria autonomia nel 1955 e diventa negli anni importante centro della diplomazia internazionale, grazie alla posizione di neutralità dell’intero Paese. Oggi Vienna, grazie a questo status è la terza sede mondiale dell’ONU.

Bibliografia:

C. E. SCHORSKE, Fin de siecle Vienna, Bompiani, Milano, 1981

L. MUMFORD,La città nella storia, Bompiani, Milano, 2002

P.SICA, Storia dell’urbanistica Vol.1: l’ottocento, Laterza, Bari, 1992

 

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