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VERDE PARIGI

Parigi è un’importante città di origini romane; durante il Medioevo subisce uno sviluppo alquanto limitato, mentre dal XVI secolo in poi continuerà ad espandersi.

Nel 1848, con l’avvento di Napoleone III, per la prima volta a Parigi viene attuato un piano regolatore unitario per mano del Barone di Haussmann, prefetto della Senna dal 1853 al 1869. L’opera di Haussmann si identifica attraverso grandi sventramenti volti a liberare il centro storico della città, conquistare i nuovi spazi della periferia annessa ed impiantare un sistema unificato di circolazione. Si organizza una nuova struttura amministrativa della città: la cinta daziaria settecentesca è abolita, e una serie di comuni periferici sono annessi al Comune di Parigi nel 1859. La città si estende cosi fino alle fortificazioni esterne e viene divisa il 20 arrondissements.

I cardini del programma comprendono: la realizzazione della «grande croisée de Paris», cioè i due assi nord-sud ed est-ovest; il sistema dei boulevards; il riassetto dei grandi carrefours; e lo sventramento dell’Ile de la Cité.
Il piano di Haussmann si presenta come l’imposizione di una robusta trama viaria al sistema esistente, con sventramento dei quartieri antichi e isolamento dei monumenti maggiori. Il disegno del nuovo telaio si presenta come la combinazione di un sistema centripeto (la croisée) e di un anello di scorrimento (i boulevards) articolati con penetrazioni radiali (essenziale la rue de Turbigo) e con una serie di interventi localizzati per aree speciali.
La presenza dell’asse est-ovest conferisce una maggiore importanza ai nodi di Chatelet-Hotel de Ville, Louvre-Tuilerie, e Halles: se il tratto nuovo dell’asse est-ovest può considerarsi un completamento fra la parte già esistente della rue de Rivoli e la rue St.-Antoine verso est, l’asse nord-sud, il boulevard Sebastopol, incide profondamente sugli isolati esistenti. Complessivamente più organico appare anche tutto l’arco nord dei boulevards, dalla stellare place du Trone a est, collegata dal nuovo viale du Prince Eugène all’importantissimo congegno della place du Château-d’Eau, dalla quale il boulevard Magenta punta diretto verso le stazioni del Nord e del Nord-est, fino all’Etoile a ovest, dove Haussmann, con il pretesto dell’esistente arco di trionfo napoleonico, ne fa il cardine di un vasto quartiere con dodici strade che si irradiano dalla piazza, e rinforzano la trionfale rue de l’Impératrice a raccordo con il bois de Boulogne. Nel telaio haussmanniano non vi sono più spazi statici: è la strada come elemento di circolazione che domina la città, mentre le piazze sono piuttosto confluenze stradali che non luoghi appartati al centro di un quartiere.
Le opere di viabilità vengono divise in tre reseaux: il primo reseau include gli aspetti più incisivi del programma nelle aree centrali, mentre gli altri si riferiscono a interventi secondari.

L’area più violentemente investita dalla ristrutturazione è la zona centrale, dalle Halles alla Cité. Alle Halles si demoliscono le opere in corso secondo il primo progetto di Baltard, e lo stesso Baltard redige un secondo progetto, ispirato alle idee precedenti di Horeau. I lavori compiuti fra il ’54 e il ’58 interessano più di quattro ettari di superficie coperta, con la realizzazione di dodici padiglioni che costituiscono uno dei primi esempi notevoli dell’architettura del ferro in Francia.
Prima del Secondo Impero, Parigi è assai povera di spazi verdi e parchi. Fra il ’54 e il ’58, nel quadro dei grandi lavori della capitale il Bois de Boulogne viene sistemato all’inglese, sul modello di Hyde Park, dall’ ingegner Alphand, dall’architetto Davioud, e dall’orticultore Barillet-Deshamps. Viene poi realizzato un parco simmetrico, tanto dal punto di vista fisico che sociale, nel Bois de Vincennes. Il sistema gerarchico degli spazi verdi perseguito da Hausmann, continua con la dotazione, alla scala del vicinato, di numerose squares.
Di maggiore impegno tecnico-finanziario è la costruzione del sistema di approvvigionamento idrico e del sistema fognante. Nel 1860 Haussmann propone al consiglio municipale la cattura delle acque della Dhuis, affluente della Marna. Tre anni dopo ha inizio la costruzione dell’acquedotto e nel 1865 l’acqua arriva a Parigi. Più tardi, nel ‘65, per potenziare la dotazione idrica si decide di sfruttare anche le acque della Vanne. Per quanto concerne il sistema fognante, ogni strada del centro viene servita dalla rete minore, mentre un sistema maggiore di undici grandi collettori attraversa tutta la città, confluendo nel collettore di Asnières, costruito fra il ’57 e il ’58, che sbocca nella Senna a valle della città.

All’interno il volto della città si rinnova con la costruzione di un gran numero di edifici pubblici e privati. L’edificio pubblico di maggior prestigio del Secondo impero è l’Opéra, i cui lavori iniziano nel 1861 sui disegni del giovane architetto Charles Garnier. Fra le altre attrezzature pubbliche bisogna ricordare i mercati periferici, i macelli della Villette (completati nel ’67), gli ospizi e gli ospedali nei quartieri esterni, le caserme, i municipi di arrondissement, i nuovi ponti. Sulle nuove strade, o in prossimità delle confluenze inoltre, si dispongono i grandi magazzini e accanto ai grandi magazzini compaiono i primi grandi alberghi.
Nel telaio di rues-corridor impostato da Haussmann, l’edilizia borghese raggiunge un alto grado di uniformità tipologica e formale, attraverso i vincoli di un regolamento edilizio assai rigido con la costruzione di maisons de repport che si sono imposte dalla ripresa edilizia della Restaurazione. Il modello canonico dell’immeuble de rapport prevede la destinazione a uso commerciale del piano terra e una stratificazione di sei piani di appartamenti d’affitto, dal mezzanino alla mansarda.

Al termine degli imponenti sventramenti la città assume la simmetria dettata dalla ripartizione tra la zona est, occupata dai distretti operai, e quella ovest, che accoglie i ricchi borghesi.
L’esposizione di Parigi del 1889 mostra un aspetto completamente diverso del dinamismo architettonico e della progettazione in Francia. Due le strutture permanenti che attirano l’ammirazione dei visitatori di tutta Europa: la torre progettata da Gustave Eiffel e la Galerie des Machines ( demolita nel 1910) progettata da Dutert. Per l’esposizione del 1900 vengono realizzate tre strutture permanenti: la Gare du Quai d’Orsay, stazione di testa della linea Orléans-Parigi, che immette direttamente nel centro della città, il Grand Palais e il Petit Palais.

Nel periodo tra le due guerre mondiali Le Corbusier propone diverse soluzioni per Parigi. Nel progetto del Plan Voisin presentato nel 1925 al Padiglione dell’ Esprit Nouveau nell’Esposizione internazionale delle arti decorative, sovrappone al tessuto urbano esistente un sistema di grandi strade rettilinee, prevedendo la demolizione di una vasta zona della rive droit della Senna. Un sistema simmetrico di grattacieli a croce e si compone con edifici lineari redents, avendo cura di conservare solo i monumenti storici più significativi. Il rifiuto della città storica e dei suoi elementi è sintetizzato nei disegni per il Plan Voisin , tuttavia alcuni anni dopo, nel redigere la Carta di Atene, Le Corbusier sente l’esigenza di una politica di conservazione del patrimonio storico della città. Nel 1937 presenta un nuovo Plan de Paris nel quale l’area direzionale si riduce: il progetto viene completato da una proposta di riqualificazione di uno dei bassifondi della capitale, l’ Ilot Insalubre n° 6. Il principio è quello di demolire una piccola percentuale di abitazioni per trasformare il quartiere. Con una superiore densità abitativa si riduce nettamente il consumo di suolo. Gli edifici realizzati su pilotis sono inseriti in un grande parco. Con questo metodo i vecchi quartieri di Parigi potrebbero essere trasformati evitando la costruzione di nuovi complessi residenziali in periferia.

Alla fine della seconda guerra mondiale a Parigi si presenta un urgente bisogno di abitazioni. Uno degli aspetti più significativi in risposta alla domanda di alloggi è la costruzione dei Grand Ensemble, quartieri di grandi dimensioni autosufficienti. Nel 1950 nasce il FNAT (Fondo nazionale per la pianificazione del territorio) e permette allo Stato di coordinare gli interventi di pianificazione nello spazio. Nel 1957 viene approvata la “legge quadro” che regola l’attività degli HLM (Habitation a Location Modérée) e nel 1962 le ZUP “Zones a urbanizer par priorité”.

A partire dagli anni ’60-’70 i processi di rénovation urbaine di Parigi hanno riguardato ampie porzioni di territorio abbandonate dalla produzione industriale e versanti in stato di degrado. Tali aree, collocate in epoca industriale in ambiti periferici rispetto alla città storica, oggi si trovano inglobate all’interno del tessuto edificato, e precisamente in luoghi strategici rispetto alla conformazione dei nuovi agglomerati urbani. Ciò ha innescato importanti processi di rigenerazione urbana legati sia al superamento dei livelli di degrado presenti nelle aree, sia all’individuazione di nuove centralità. E’ mediante la procedura delle ZAC ( Zones d’Amenagement Concertè) che la municipalità parigina inizia la perimetrazione di questi ambiti insediativi che entreranno a far parte del programma concertato di riqualificazione urbana. La procedura delle ZAC ha consentito la realizzazione di 14 aree di intervento, identificabili con altrettanti quartieri della periferia parigina. Alcune aree oggetto di trasformazioni urbane mediante la ZAC sono i quartieri Bercy, Tolbiac, Citroen-Cévennes, La Villette, Seine Rive Gauche.

A metà degli anni ’60 Parigi ha deciso di crearsi la sua city e ha ideato il quartiere della Défense. Il centro d’affari sorto a nord-ovest della città è ancora in via di allargamento, al di là della Grande Arche, che i parigini considerano un po’ il simbolo della Parigi del terzo millennio.
Al 2006 risale l’ultimo piano regolatore, il PLU, Plan local d’urbanisme, che ha sostituito il POS, Plan d’Occupation des Sols del 1977. Tra i principali obiettivi del PLU figura quello di favorire la viabilità e l’innovazione attraverso l’architettura contemporanea: questi programmi prevedono anche l’ennesima ristrutturazione del quartiere degli antichi mercati generali parigini, les Halles, che già aveva cambiato faccia nei passati decenni.

Bibliografia:

D. Calabi, Storia dell’Urbanistica Europea, Mondadori, Milano 2000

G. Bertelli, Parigi, Alinea Editrice, Firenze, 2005

L. Benevolo, Le origini dell’urbanistica moderna, Editori Laterza , Bari 1968

L. Benevolo, Storia della città, 4. La città contemporanea, Edizioni Laterza, Bari, 1993

P.Sica, Storia dell’urbanistica, Vol. 1: l’Ottocento, Editori Laterza, Bari, 1977

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