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Riflessioni sull’architettura rurale : il ruolo della cascina nel progetto di paesaggio.

Le cascine rappresentano un patrimonio di architettura territoriale dove è possibile leggere la funzionalità e l’organizzazione dell’agricoltura passata. Esse si inseriscono nel paesaggio elevandone la qualità, nella loro complessità tipologica e formale, risultato di affinamenti secolari. Il territorio e le cascine sono due elementi intimamente interconnessi; si parla del manufatto edilizio come organismo inserito in una realtà paesistica, dove svolge il ruolo di nodo della maglia territoriale.

Il paesaggio è il punto di equilibrio di un insieme di variabili naturali e umane, e in funzione di tutte queste variabili si configura come un’entità dinamica in continuo divenire. Il termine paesaggio, nel tempo, ha acquisito almeno tre significati fondamentali: il senso che gli attribuiscono gli artisti, quello che gli hanno conferito i geografi, e quello attribuito dai pianificatori del paesaggio. La sua rilevanza è affermata dalla Convenzione Europea del Paesaggio che specifica come il “paesaggio designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni”; questa è stata una delle prime modalità di approccio al tema con una chiave interpretativa che deriva dal paesaggio pittorico, ma è opportuno soffermarsi sul significato di paesaggio come “bene culturale”, frutto del recente cambiamento della sensibilità collettiva nei confronti dell’ambiente. La concezione più ampia di paesaggio culturale lo fa coincidere con il paesaggio modificato dall’azione umana, il risultato fisico del cambiamento derivante da processi ecologici e sociali (Zerbi, 1998). Il paesaggio agrario rientra in questa descrizione, in quanto definito come quella forma che l’uomo, nel corso ed ai fini delle sue attività produttive agricole, coscientemente e sistematicamente ha impresso al paesaggio naturale (Sereni, 1982).

L’occupazione del territorio da parte dell’uomo per l’attività agricola ha generato perciò una serie di segni paesaggisticamente di grande rilevanza in quanto ricchi di un notevole valore informativo. Questo complesso di segni genera la tessitura percettiva oltre che funzionale del paesaggio agrario, all’interno del quale si inseriscono altri elementi (Fabbri, 1997). Uno dei segni distintivi del paesaggio agrario è rappresentato dalle cascine, definite da Eugenio Turri iconemi, un leit motiv della pianura lombarda e della sua identità. Questo manufatto è sia insediamento che centro di produzione, fulcro delle cellule territoriali elementari, e raccordo reticolare su cui si costruisce il territorio. Le cascine costellano le campagne, e sono i “nodi della maglia territoriale” che caratterizza l’agricoltura lombarda (Casati,2004). Questi manufatti sono esempi di un rapporto e di una stretta relazione tra tipologia edilizia e organizzazione produttiva dei campi all’intorno. Le diverse distinzioni tipologiche sono legate a questa stretta relazione, che si è espressa attraverso forme generalmente elementari e dettate da vari condizionamenti, geografici, storici ed economici, risultato di un lungo processo evolutivo che ne ha prodotto nel corso dei secoli l’ottimizzazione e l’ha reso un manufatto in perfetto equilibrio, in armonia, con il paesaggio agricolo in cui è incluso.

Se è vero che il paesaggio è destinato a trasformarsi sotto le esigenze continuamente mutevoli delle forze produttive, è anche vero che fondamentale resta il bisogno di conservazione di quegli elementi da cui esso deriva la sua identità, le sue peculiarità, che variano da una zona all’altra, anche in rapporto agli influssi che può avervi diffuso la cultura urbana, o che comunque può avervi depositato la storia (Turri, 2000). La messa in rete di questi elementi potrebbe risultare una risposta valida all’interno del più ampio progetto di paesaggio. L’utilizzo di un progetto di rete permetterebbe di recuperare il paesaggio agrario, valorizzando le risorse naturali e culturali; rappresenterebbe una strategia efficace per la pianificazione dell’assetto del territorio rurale. Inoltre sarebbe possibile comprendere come il territorio sia stato costruito attraverso il tempo, recuperando il senso dell’identità dei luoghi. La messa in rete e la sistematizzazione delle cascine, attraverso un percorso di fruibilità e accessibilità consentirebbe di far conoscere e valorizzare il sistema produttivo, alimentare, ambientale e sociale rappresentato da questi luoghi, il loro posizionamento rispetto al territorio metropolitano, l’offerta enogastronomica e il valore della cultura materiale, in un ottica in cui viene valorizzato “il piccolo elemento” nella “complessità del paesaggio”.

Fig.1Figura 1. Regolarità geometrica della trama dei campi coltivati che funge da filo che unisce il paesaggio di ieri a quello di oggi. La cascina si dispone come nucleo centrale del tessuto agrario.

Fig.2Figura 2. L’immagine della cascina è sempre accostata a strade, fossati, filari alberati.

Fig.3Figura 3. La cascina, con la sua tipica tipologia a corte, è il risultato di una complessa sovrapposizione di elementi, costruiti in tempi differenti.

Fig. 4Figura 4. Zibido San Giacomo (MI)

Fig. 5Figura 5. Cascina nel Mantovano.

Riferimenti bibliografici

Casati, D. (2004), Il campo e la cascina: appunti su un’economia agricola in evoluzione, in Negri, G. et al( 2004, a cura di), Il campo e la cascina, Diabasis, Reggio Emilia, pp. 8 -12.

Fabbri, P. (2001), Natura e cultura del paesaggio agrario ( indirizzi per la tutela e la progettazione), VI edizione, Cittàstudioedizioni, Milano.

Sereni, E. (2003), Storia del paesaggio agrario italiano, XI ed., Editori Laterza, Bari.

Turri, E. (2000), La megalopoli padana, Marsilio, Venezia.

Zerbi, M. (1998), La trasformazione del paesaggio in bene culturale, in Negri, G. et al (1998, a cura di), Comprendere il paesaggio: studi sulla pianura lombarda, Electa, Milano.

Riferimenti iconografici

Figura 1: Verrua Po (PV), Italia, Fossati Vittore (1954), immagine tratta da Negri, G. (2004, a cura di) Il campo e la cascina, Diabasis, Reggio Emilia.

Figura 2: Cascina Riposo 1970, Luigi Ghisleri, immagine tratta da Negri, G. et al (1998, a cura di) Comprendere il paesaggio: studi sulla pianura lombarda, Electa, Milano.

Figura 3: Cremona (CR), Italia, Agostini Giampietro (1960), immagine tratta da Negri, G. (2004, a cura di) Il campo e la cascina, Diabasis, Reggio Emilia.

Figura 4: Zibido San Giacomo (MI), Italia, Agostini Giampietro (1960), immagine tratta da Negri, G. (2004, a cura di) Il campo e la cascina, Diabasis, Reggio Emilia.

Figura 5: Nel mantovano 1996, Giorgio G.Negri, immagine tratta Negri, G. et al (1998, a cura di) Comprendere il paesaggio: studi sulla pianura lombarda, Electa, Milano.

Nota: Il contributo riprende in parte gli argomenti sviluppati nell’articolo (in corso di pubblicazione): Ana Zilo (2014): Riflessioni sull’architettura rurale : il ruolo della cascina nel progetto di paesaggio | Thoughts on rural architecture: the role of the farmsteads in the landscape project, Quaderni della Ri-vista, Ricerche per la progettazione del paesaggio, n.3, 2014.​

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