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Una possibile risposta al mantenimento dei caratteri storico-identitari del territorio rurale:la messa in rete dei suoi elementi

I paesaggi rurali sono caratterizzati, sebbene ormai in maniera esigua, da un’infinità di elementi che fanno parte della percezione che abbiamo di questo scenario, sono elementi iconemici. Tuttavia le possibilità di farne strumenti per il mantenimento delle identità storico-locali sono ridotte al minimo. Una risposta a questo problema potrebbe essere la messa in rete dei singoli elementi, un insieme di nessi morfologici, funzionali e simbolici tra spazi costruiti e spazi aperti.

“Solitamente la percezione di un paese avviene attraverso una serie di elementi costitutivi del territorio che impressionano per la loro evidenza, bellezza, grandiosità, singolarità, o perché magari si ripetono come leit-motiv caratteristici e inconfondibili. Quando si parla di elementi si fa riferimento in particolar modo a tutto ciò che si offre allo sguardo, cioè a oggetti visibili, rilevabili nel paesaggio. […] Possiamo chiamare gli elementi visivi con il termine di “iconemi”, con il quale si propone di indicare le unità elementari della percezione che poi, sommate con le altre in combinazione, formano l’immagine complessiva del paese: il paesaggio come sintesi, sommatoria e combinazione razionale di tanti elementi, di tanti iconemi. Alcuni dei quali diventano anche i riferimenti primari, le componenti imprescindibili di quel paese, i dati particolari che si memorizzano come fotografie tenute in archivio che custodiamo nel nostro patrimonio di conoscenze, al quale ricorriamo ogni volta che occorre ripensare a quel paesaggio, a quel paese, per raccontarlo, per parlarne” (Turri, 2001). È con queste parole che Eugenio Turri apre la sua trattazione sugli iconemi, che possiamo riassumere come portatori di identità storica, culturale, economica, religiosa ed artistica di un territorio (Turri, 2001).

Il territorio rurale, e più in dettaglio il territorio della pianura padana è ricco di questi elementi; tuttavia il fenomeno della dispersione insediativa, negli ultimi trent’anni, ha contribuito a cambiarne il volto, un tempo carico di una propria figurabilità. Questi elementi caratteristici e percettivi infatti sono ormai stati travolti da un’alluvione edilizia (Turri, 2000) che ha contribuito a minarne l’identità. Le permanenze identitarie di questo territorio risultano ormai inglobate in un continuum edilizio che le nasconde molte volte alla vista contribuendo a sminuire la loro presenza all’interno del territorio agricolo. Non è solo il formarsi della megalopoli padana (Turri, 2000) che ha portato a questa perdita di figurabilità, di valori culturali ed ecologici che si erano sedimentati in questa terra per decenni, ma anche il veloce passaggio da un’agricoltura specifica, fatta di luoghi e condizioni, ad un paesaggio agricolo “dal carattere anonimo condizionato, non dalle caratteristiche dello specifico luogo, ma dalle necessità della macchina […] e da un mercato sempre meno locale” (Fabbri, 1997).

La necessità quindi di difendere il paesaggio della Pianura Padana risulta chiara poiché esso rappresenta un elemento fondamentale di identità, capace di integrare aspetti naturali, storici e locali. Sarà quindi necessario trovare un concetto unificante, che li ordini secondo criteri formali, che permetterà di giungere ad identificare delle relazioni esemplificative che ne chiarifichino il ruolo. Quest’importante perdita di significato, colpendo tutti questi elementi iconici, infatti mina alla base il loro carattere simbolico e la loro funzione rappresentativa, accentuandone al contrario l’aspetto disgregato e discontinuo.

La domanda quindi che sembra essere necessario porsi è: sono i valori rappresentati da questi elementi iconemici recuperabili? Se si, in che modo potranno essere rivalorizzati e risignificati, all’interno di una progettazione del paesaggio agrario padano che riesca a far fronte a questi fenomeni di scollamento e perdita di identità, riconducendoli a quel grande contenitore di significati e segni, ormai perduti, appartenuti alla Pianura Padana? La messa in rete in modo sistemico di tutti questi valori, potrebbe essere una risposta verso la tutela e il mantenimento degli elementi sopravvissuti a questi veloci cambiamenti, in un’ottica che vede la relazione tra il piccolo iconema e la complessità del sistema paesaggistico della Pianura Padana protagonisti; infatti le interazioni e le interdipendenze che si possono generare attraverso la  gerarchizzazione di questi portatori di bellezza e di valori naturali, storici, culturali e sociali possono contribuire  a valorizzarne le qualità intrinseche.

Figura 1

Figura 1. Il fenomeno della dispersione insediativa invade con strade e abitazioni il territorio della campagna

Figura 2

Figura 2. Aratura meccanicizzata di un campo della Pianura Padana

Figura 3

Figura 3. Il fiume Po con i pioppeti che ne sottolineano il corso

Figura 4

Figura 4. La roggia, elemento legato alla forte caratterizzazione fluviale della pianura

Figura 5

Figura 5. Il mosaico agricolo padano

Figura 6

Figura 6. La cascina

Riferimenti bibliografici

Fabbri, P. (1997), Natura e cultura del paesaggio agrario: indirizzi per la tutela e la progettazione, CittaStudiEdizioni, Milano.

Finotto, F. (2007), La struttura del paesaggio agrario: strumento operativo e metodo di progettazione, in «Quaderni della Ri-vista, ricerche per la progettazione del paesaggio», volume I, pp. 142-161.

Lanza, A. (2003), I paesaggi italiani, Meltemi, Roma.

Peraboni, C. (2013), Temi per il progetto di paesaggio, in Lanzoni, C. Marzorati, P. Peraboni, C. (2013, a cura di), Attraverso paesaggi complessi: percorsi nel territorio mantovano, Maggioli, Santarcangelo di Romagna.

Sereni, E. (2007), Storia del paesaggio agrario italiano, XIV ed., GLF editori Laterza, Roma.

Sereno, P. (1981), L’archeologia del paesaggio agrario: una nuova frontiera di ricerca, in Gambi, L. (1981, a cura di), Campagna e industria. I segni del lavoro, Touring Club Italiano, Milano.

Turri, E. (2000), La megalopoli padana, Marsilio, Venezia.

Turri, E. (2001), L’immagine della pianura lombarda: gli elementi dell’identità, in Turri, E. et al (2001, a cura di), Gli iconemi : storia e memoria del paesaggio, Electa, Milano.

Riferimenti iconografici

Figura 1: aratura, di Morandi G. (1998).

Figura 2: sistema urbano e mosaico agricolo, da La campagna necessaria: un’agenda d’intervento dopo l’esplosione urbana, Agnoletto, M. Guerzoni, M. (2012, a cura di), Quodlibet, Macerata.

Figura 3: il Po a villa Saviola, di Gorgoni R. (1995).

Figura 4: tra Cremona e Mantova, di Quiresi E. (1996).

Figura 5: roggia, di Berengo Gardin G. (1984).

Figura 6:Cascina, di Jodice M. (2001).

 

Nota: Il contributo riprende in parte gli argomenti sviluppati nell’articolo (in corso di pubblicazione): Chiara Paiola (2014): Una possibile risposta al mantenimento dei caratteri storico-identitari del territorio rurale:la messa in rete dei suoi elementi| A possible answer for the maintenance of rural landscape’s local and historical identity: the networking of its elementsQuaderni della Ri-vista, Ricerche per la progettazione del paesaggio, n.3, 2014.​

© 2013_ DdB

 

 

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