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Immagine:Le regole della ricomposizione urbana ( Piroddi Elio, Le regole della ricomposizione urbana, 2000)

Il paesaggio periurbano è definito come una zona di mediazione visiva che si inserisce tra due ambienti in passato più chiaramente definiti rispetto ad oggi come città e campagna, e la cui presenza è di fondamentale importanza per gli equilibri funzionali, ecologici e percettivi tra questi. La città ai suoi margini ha perduto la figurabilità antica, si hanno confini sempre più frattali e gli spazi liberi determinati dalla frangiatura dei margini urbani risultano essere una sfida: il progetto dei paesaggi di limite, dove il limite della città diventa non elemento di delimitazione dello spazio, ma generatore di relazioni e di opportunità. I paesaggi periurbani sono dinamici, ed è importante riconoscerne i valori ordinari, diffusi e talvolta latenti, in modo da poter attivare azioni progettuali finalizzate a salvaguardarli, gestirli e pianificarli. Affrontare la progettazione dei margini urbani vuol dire per forza fare delle riflessioni a livello locale ma queste riflessioni non possono prescindere dall’essere, almeno inizialmente, generali.
Molti autori, negli ultimi anni, hanno intrapreso lo studio della progettazione dei margini, andando a costituire un linguaggio semplice basato per la maggior parte da verbi utilizzati all’infinito o da immagini, definendo delle azioni progettuali da compiere attraverso delle parole chiave per andare ad operare una coerente progettazione.
Alcuni degli autori che hanno individuato un lessico che rivela degli atteggiamenti comuni e integrabili tra di loro sono ad esempio Danilo Palazzo, Aimaro Isola e Kevin Lynch.

margini palazzo

strategie di intervento per i margini urbani, in Palazzo Danilo, “5+1 strategie per i margini urbani”, in “Margini, descrizioni, strategie, progetti”, Alinea editore,Firenze, 2006.

Palazzo, nel testo “5+1 strategie per i margini urbani” contenuto in “ Margini e bordi propone sei possibili strategie : attraversamento ( riconoscimento e esaltazione progettuale della porosità e della frammentazione del margine, in cui si affida un ruolo rilevante alla mobilità); ruolo (il margine assume connotazioni problematiche quando non possiede una riconoscibilità specifica; dare ruolo ai margini è un traguardo vicino ai compiti dell’urbanistica); densità (compattamento degli insediamenti per evitare il consumo di nuovi suoli); disegno (segnare, contraddistinguere, segnalare fisicamente e simbolicamente il passaggio tra condizioni differenti e evidenziare il margine come luogo che ha legami stretti, anche se invisibili, con la matrice di cui è parte e alla quale ci si deve riferire in sede di progetto); cintura (è affidato il compito di agire da muro di contenimento della città attraverso il progetto di una rete di spazi verdi ); attesa (gli spazi vuoti o abbandonati, le aree derelitte, possono essere pensati per diventare luoghi da progettare non ora, ma in futuro).
Aimaro Isola, invece, nel “Manuale delle forme insediative e infrastrutturali” cerca di porsi al di là di una “disciplina di paesaggio”, tentando di coniugare paesaggi, infrastrutture e insediamenti in quanto il progetto deve coinvolgere ogni spazio del nostro abitare. Il Manuale, partendo da casi specifici, tematizza alcuni possibili atteggiamenti e strategie di progetto, attorno ai quali articolare soluzioni, tecniche, strumenti; le azioni che emergono dalle proposte progettuali vengono precisate all’interno di un lessico che viene poi argomentato. Alcuni dei vocaboli presenti, utili alla progettazione sono: allineare/ raccordare (attribuita ai nodi strategici del sistema insediativo diffuso); circoscrivere, recintare (strategia pensata per i limiti, creando uno spazio finito e misurabile che si contrappone allo spazio esterno indeterminato); comporre (ripensare le logiche di composizione delle parti nell’aggregazione di un territorio urbano in quanto il frammento e la discontinuità sono le figure dominanti dell’ambiente urbano contemporaneo); comprimere/ espandere (pensate per quei margini dequalificati e frammentari); connettere/ separare ( connettere infrastruttura-natura-architettura appare tema di ricerca della progettazione contemporanea, capace di integrare ruoli rigidamente separati); limitare, delimitare (contenere un’espansione, definire un confine); permeare/ attraversare (muoversi tra innumerevoli luoghi ed attività disseminate, utilizzando una pluralità di trame stradali che pervadono l’intero territorio); polarizzare (definire poli d’attrazione e di guida); uniformare/ differenziare (mettere in atto azioni opposte che tendono rispettivamente a creare affinità fra parti distinte producendo l’effetto di una totalità omogenea, oppure a creare distinzioni fra parti simili producendo l’effetto di una totalità complessa).

Lynch-1

Percorsi, margini, quartieri, nodi, riferimenti. ( Lynch, L’immagine della città, 1975; ed. or. 1960)

Infine, Kevin Lynch nel testo “L’immagine della città” tratta le regole di composizione dell’urbano per stabilire dei criteri che dovranno servire alla costruzione di una teoria della forma urbana che in relazione ai diversi contesti avrà diverse soluzioni. Per fare ciò individua cinque tipi di elementi: percorsi, margini, quartieri, nodi e riferimenti, i quali si relazionano tra di loro per costituire l’urbano; per ogni elemento chiarifica l’aspetto che esso deve avere per risultare coerente con se stesso e con gli altri elementi all’interno del sistema urbano. (Lynch, 2001, ed. or. 1960).
A partire da questi contributi teorici è possibile strutturare un’agenda di progetto urbano e di paesaggio in grado di guidare la pianificazione dei bordi.

Bibliografia:

Isola Aimaro ( ricerche coordinate in 12 scuole di architettura da), Manuale forme insediative e infrastrutture, Marsilio editori s.p.a, Politecnico di Torino, 2002.

Lynch Kevin ( a cura di Paolo Ceccarelli), L’immagine della città, Marsilio Editori s.p.a. in Venezia, 1975 (ed. or. 1960).

Palazzo Danilo, 5+1 strategie per i margini urbani, in Margini, descrizioni, strategie, progetti, Alinea editore, Firenze, 2006.

Nota: Il contributo è un estratto della tesi di laurea di A.Lupi,C. Paiola, A. Zilo, Spazi periurbani, luoghi plurali. Il margine urbano come ambito di interazione complesso: caratteri degli elementi insediativi e contesto rurale, rel. C. Peraboni, Milano : Politecnico, 2011/12

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