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Una raccolta di parole chiave per descrivere e capire meglio gli elementi che formano, incontrano, e strutturano il periurbano.

A

B ordo _ è un’entità urbana di separazione e relazione tra diverse componenti, luogo della città diffusa che si sviluppa tra un centro e l’altro;  assume forme e situazioni molteplici, combinazioni infinite di differenti usi del suolo, è il luogo del progetto della città emergente, l’interfaccia tra due realtà estremamente labili e mobili nel tempo, né città, né campagna, ma un territorio terzo”(Mannini, 2005).

C ampagna_ “Le campagne urbane rappresentano gli spazi che risultano essere l’esito dei fenomeni di dispersione urbana, in cui lo spazio urbano è mescolato a quello agricolo, ma anche ai giardini, ai boschi e agli spazi naturali. Pertanto esse derivano dai fenomeni di dispersione urbana che si sono fatti strada facilmente a detrimento dei terreni agricoli (poco resistenti), in quanto ormai sempre più raramente si registra la presenza di aree boscate.” (Pierre Donadieu, 2012)

D iffuso_ le funzioni di vita (abitare, lavorare, studiare, socializzare) si svolgono oggi in uno spazio dilatato, rappresentato da geografie sempre diverse: alcune localizzate in quelle che comunemente chiamiamo città, altre in un territorio incerto tra la campagna e la città; altre ancora addirittura non localizzabili pienamente, perché variano nel tempo e col nostro stile di vita. Lo sviluppo diffuso degli insediamenti urbani, della rete e in genere dell’antropizzazione a bassa densità, ha alcune conseguenze negative, ben misurabili e ben note, tra queste l’aumento costante del consumo di suolo agricolo o naturale.

E

F rangia urbana_ è il bordo sfrangiato con cui la parte più densa della città termina nella campagna, questo limite, a differenza di quanto accade nella città compatta, presenta una fascia sfrangiata più o meno ampia la quale mostra forti discontinuità di tessuto edificato sia lungo il bordo interno, cioè verso la città, che lungo quello esterno, cioè verso la campagna; il bordo della frangia urbana infatti ingloba in sé frammenti di aree agricole in attesa di edificazione.

G reen belt_ dalla prima proposta, fatta nel 1943 da Abercrombie,  per attribuire un confine riconoscibile alla città di Londra, la cintura verde, o green belt, è utilizzata come strumento di limitazione della dimensione e della forma della città; la sua capacità di mediazione tra realtà urbana e naturale/rurale fa di questa soluzione progettuale una della più note e utilizzate.

H

I nfrastruttura_ esiste una stretta relazione tra un reticolo infrastrutturale ereditato e le forme dell’urbanizzazione diffusa nei medesimi ambiti territoriali. (Secchi, 1996) Da quella trama infrastrutturale debolmente gerarchizzata a supporto dell’urbanizzazione dispersa stanno emergendo nuove gerarchie, talvolta si tratta di gerarchie sovrapposte (come ad esempio le infrastrutture veloci), altre volte di nuovi ambienti centrali emergenti attorno a grandi strutture commerciali, terziarie e produttive.

L

M egalopoli_L’organizzazione padana della megalopoli non è per punti, per singole centralità, ma diffusa a macchia: le centralità si riconoscono caso mai attraverso un più intenso addensamento delle macchie. Queste corrispondono alle dilatazioni intorno ai centri urbani di antica origine su cui si strutturano le formazioni lineari (…). Non sono riconoscibili per delle caratteristiche particolari rispetto alle altre centralità, se non per le loro maggiori dimensioni; tutte però si saldano alle centralità contigue in modo da formare una catena continua, un unico insieme disteso (…). (Eugenio Turri, 2000)

N

O

P eriurbano_ il termine identifica i tessuti porosi che la città propaga sulla sua corona più ampia e che generalmente si innervano lungo le principali direttrici stradali di fuoriuscita. Il paesaggio periurbano viene comunemente definito come una zona di mediazione fisica e visiva che si inserisce tra due ambiti che in passato erano chiaramente identificabili: la città e la campagna. “Nelle frange periurbane cityscape e landscape sono irrintracciabili, essi sono stati sostituiti da ciò che, in mancanza di meglio, potremmo chiamare periurbanscape, uno spazio costituito da una commistione di frammenti costruiti e agricoli.”(OCS, 2007).

Q

R isorsa_ il margine e le sue componenti va considerato come risorse; gli spazi vuoti o abbandonati, le aree derelitte e le aree periurbane possono essere utilizzati per diventare luoghi progettuali. Sono tutti spazi da considerarsi pieni di opportunità, sono punti di partenza per dotare la città di una nuova forma che sia adatta a creare relazioni forti e stabili con la campagna che la circonda, inoltre possono contribuire a costruire ed elevare quel paesaggio intercluso tra realtà urbane diffuse.

S istema_ “Il tema del margine per essere affrontato in maniera organica e relazionabile con l’intero contesto in cui s’inserisce, deve essere rappresentato e stimato come un sistema complesso e progettato sulla base di una relazione stabile con il paesaggio. Disegnare il margine è infatti un’azione possibile, è un progetto che non si esaurisce nel dare al bordo il carattere di un confine ma significa segnalare [sistematicamente], fisicamente e simbolicamente il passaggio tra condizioni differenti o per evidenziare il margine come luogo che ha legami stretti, anche se invisibili, con il resto.” (Palazzo, Treu, 2006).

T rasformazione_ i margini urbani sono strettamente legati alla morfologia e all’estensione dell’ambiente urbano; questo è un elemento dinamico, in continua trasformazione e quindi i suoi margini e bordi seguono queste trasformazioni, sono parte integrante della struttura urbana, ed assumono significati e forme differenti in relazione alle interazioni con il contesto e alle loro intrinseche caratteristiche. Si differenziano infatti in rapporto a fattori naturali, ai caratteri e alla dimensione della città di cui sono parte, ai confini amministrativi, allo stato giuridico, ai costumi e alle relazioni tra le comunità a cui appartengono (Palazzo, Treu, 2006).

U rbano_”Il significato di città assume in tempi diversi accezioni differenti andando dalla città fortezza più antica alla città metropolitana contemporanea.” ( Lynch, 1990; ed. or. 1984) “La forma fisica della città è data innanzitutto dalla sua planimetria: dalla sua rete viaria e dalle dimensioni degli isolati.” ( Paba, 1990) “La separazione formale e sostanziale tra città e non città, fra popolazione urbana e contadina si dissolve dopo la rivoluzione francese; cosi, fra l’epoca risorgimentale e la chiusura del secolo scorso scompaiono via via le mura, e il sistema di fabbrica nato nella città si dilata intorno ad essa.” (De Matteis, Lanza, 2011)

V

Z

© 2014_ DdB

One thought on “PAROLE PERIURBANE_ Chiara Paiola

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