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Aimaro Isola, nato a Torino nel 1928, si laurea alla facoltà di Torino discutendo la tesi con Carlo Mollino nel 1952. Assistente, ricercatore, dal 1977 è professore ordinario di Composizione Architettonica ed Urbana presso il Politecnico di Torino. Attivo per più di cinquant’anni al Politecnico di Torino ha organizzato, a partire dagli anni settanta, seminari e laboratori a carattere interdisciplinare, integrati alle attività di ricerca ed impegnandosi nel rinnovamento culturale ed organizzativo della facoltà di architettura. Tra i premi, il Premio Antonio Feltrinelli con Roberto Gabetti dall’Accademia Nazionale dei Lincei (1988), il Premio Internazionale ‘Architetture di pietra’ (1991), il Premio Speciale Luigi Cosenza della Giuria Targa d’Argento per la migliore architettura realizzata in Italia nel biennio 96/97 (1998; per il Museo di Antichità di Torino), nel 2002 riceve dal Presidente della Repubblica la medaglia d’argento di Benemerito della Cultura Italiana e nel 2006 il Premio Nazionale Ance-IN/ARCH alla Carriera.

downloadQuesto  manuale presenta gli esiti della ricerca In.Fra “Forme insediative e infrastrutture. Procedure, criteri e metodi per il progetto”, cofinanziata dal Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica per il biennio 1999-2001. Si propone come una sorta di “codice di pratica” che contiene indicazioni progettuali, analitiche e procedurali da indirizzare a chi opera sul territorio, con l’obbiettivo di introdurre una differente cultura della progettazione delle infrastrutture e del territorio che permetta di superare la settorialità ricorrente nella manualistica dell’ingegneria trasportistica.

 “Venti luoghi, distribuiti in undici regioni dal sud al nord dell’Italia, nei quali è urgente affrontare il rapporto tra il disegno delle infrastrutture e le forme dell’insediamento. Venti luoghi, esplorati da dodici unità di ricerca appartenenti a diverse sedi universitarie, dove più forte è stato lo sviluppo recente, più stretto il legame tra nuova urbanizzazione e resti infrastrutturali, più aperta la contraddizione tra nuova costruzione e trame storiche del paesaggio e del territorio. Venti parti del territorio, a loro volta suddivise in differenti aree di studio, dove tentare di rovesciare le rappresentazioni tradizionali delle questioni infrastrutturali, superando l’attuale riluttività del progetto di infrastrutture per farne, invece, occasione di ridisegno di ambienti insediativi complessi.”1

Attraverso l’esplorazione progettuale di questi luoghi, svolta da diversi gruppi di ricerca, è possibile astrarre elementi trasmissibili, questioni che ricorrono nelle situazioni di interazione ed interferenza tra le forme degli insediamenti e le infrastrutture; è possibile tematizzare alcuni possibili atteggiamenti e strategie di progetto, attorno ai quali strutturare soluzioni, tecniche, strumenti.

Il risultato è un manuale  per definire non tanto cosa fare, ma piuttosto come fare.

La scommessa è di riuscire a fare emergere, attraverso il lavoro progettuale, nuove immagini per i paesaggi e le infrastrutture attraversati, utili a superare l’attuale inadeguatezza degli strumenti correnti di modificazione del territorio: immagini non riduttive, che rendano conto della complessità dei temi, da opporre alle banalizzazioni della pratica corrente della “produzione ordinaria” del territorio. Le argomentazioni dialogiche che le diverse esplorazioni progettuali mettono in gioco la questione dei linguaggi utilizzati: l’ambizione di contribuire a costruire una nuova, e più complessa, cultura delle infrastrutture porta con sé la necessità di ripensare alle “parole” che usiamo per descrivere ciò che si vede e per spiegare come si può fare;  alcune delle “azioni” possibili che emergono dalle proposte progettuali vengono così meglio precisate all’interno di un lessico che segue i casi studio illustrati.

La ricerca ha tentato dunque di “rovesciare lo sguardo”, guardando all’infrastruttura non come fatto autonomo, ma come parte integrante di un processo plurale di insediamento e di costruzione del paesaggio: riformulando il tema della progettazione delle infrastrutture da ambito settoriale a specialistico a questione che riguarda la definizione delle relazioni  tra l’individuo e l’insieme dei territori nei quali vive. Per superare la riduttività di un approccio settoriale è necessario, in questo senso, porsi il problema dell’infrastruttura come fenomeno complesso, che include elementi materiali e immateriali che producono effetti sullo spazio. Esso porta con sé un progetto non recintabile entro i confini di poche discipline, da affrontare secondo i suoi caratteri di proiettività e processualità e riflettendo sui modelli di relazioni sociali.

“Leggere il manuale”, in “INFRA. Manuale forme insediative e infrastrutture”, a cura del gruppo di coordinamento nazionale.

© 2013_ DdB

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