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Per il Report di questa settimana Diari di Bordi si avvale della preziosa collaborazione di Matteo Mantovani, progettista freelance, si laurea, seguendo il Corso di Laurea in Progettazione sostenibile, al Politecnico di Milano nel 2012 con una tesi dal titolo: “Osmosi architettonica e identità urbane complesse: progetto di un centro polivalente nell’area degli ex Magazzini Generali di Verona.” Interessato alle nuove tecnologie e al consapevole utilizzo delle risorse energetiche nella progettazione architettonica, che dice essere “condizione ineludibile” cui deve confrontarsi il progettista contemporaneo.

Nelle giornate del 12 e 13 ottobre si è svolta a Verona l’iniziativa Verona Città: creatività per l’innovazione. Un programma ricco di conferenze, esposizioni e workshop dedicati  allo sviluppo sostenibile, cui Ddb ha voluto partecipare incuriosito dal lavoro delle vivaci associazioni che hanno animato l’area. L’evento, che ha visto l’interazione delle maggiori realtà locali (Amministrazione Comunale, Fondazione Cariverona, Confindustria Giovani e Coldiretti, Ordine degli Architetti, Verona per lʼExpo2015), e dei gruppi culturali AGAV, M28, AGILE, Wunderkammer, si è distinto, oltre che per il contenuto, per la scelta del contenitore. A Verona, città di indiscutibile bellezza,  raramente i grandi eventi escono dalle mura della città storica o dai recinti della fiera. In questa occasione il centro urbano, solitamente saturo di pubblico ed eventi, cede il passo alla vastissima area dei magazzini generali ed ex mercati ortofrutticoli prospiciente VeronaFiere.

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Lo spazio in questione, un tempo centro dello sviluppo commerciale e industriale della città novecentesca, costituisce oggi una profonda lacerazione nel tessuti residenziali meridionali, che pure ad essa devono genesi e sviluppo. Il comparto sud era ed è tuttora una città parallela, “altra” rispetto alla città fortificata. L’una agricola e produttiva, l’altra commerciale ed amministrativa, hanno avuto due distinti processi di sviluppo, per alcuni tempi equilibrati e paralleli secondo le logiche dei loro centri di potere. Il graduale abbandono dei Mercati Ortofrutticoli e dei  Magazzini Generali, trasferitisi nel tempo al Quadrante Europa, ha dichiarato la fine della città bipolare e lasciato un vuoto fisico e funzionale  nel cuore del più popoloso quartiere residenziale di Verona. Più volte è stata richiamata l’attenzione sul comparto attraverso tesi di laurea, workshop, concorsi di idee che da oltre vent’anni confermano il ruolo cruciale dei Magazzini Generali nello sviluppo economico ed  urbano dei prossimi anni.  In attesa che una decisa presa di posizione della proprietà e dell’amministrazione  metta fine al degrado che minaccia i manufatti superstiti, si ritiene prezioso il lavoro di chi si spende per rivitalizzare l’area con eventi di pubblico interesse.

Il tema della “sostenibilità”, termine spesso abusato e poco compreso, è qui opportunamente  declinato in tre tematiche: Habitat, Food, Start Up.

La prima, habitat, ha mostrato attraverso installazioni, performance d’arte, esposizioni fotografiche e workshop, alcuni lavori di ricerca sulla “periferia”; in particolare è emersa la volontà di indagarne il rapporto con la città storica e la natura dei  vuoti in attesa di significato. Purtroppo questa sezione, a noi particolarmente cara, non spicca per l’audacia dei temi, per altro affrontati con una certa superficialità.  Tra le proposte esibite convince l’originalità e la qualità esecutiva di “RE-BOX”, promosso dall’Ordine degli Architetti di Verona, frutto di un workshop teorico e pratico orientato alla realizzazione di un’ architettura in legno. Meno interessanti i progetti dedicati agli orti spontanei e alle realtà agricole urbane.

Food voleva essere un’occasione per diffondere la cultura del cibo naturale e della filiera corta, dall’orto alla tavola.  Nell’edificio dell’ex galleria mercatale erano presenti imprenditori locali con i loro prodotti, tipici del territorio, riuniti nel progetto Km0 di Coldiretti.

In terza analisi  Start Up, progetto di supporto ad un’economia fondata sul talento, sull’innovazione e sulla creatività. Gli organizzatori hanno dato voce ad alcune aziende che hanno avuto modo di raccontare come, alla base del loro successo, ci siano idee che valorizzano la creatività ed i talenti locali. Tema interessante e veramente innovativo, ha effettivamente contribuito a far emergere realtà altrimenti poco conosciute.  Nel campo dell’architettura e del design occorre citare ai lettori di Ddb YAC -young architecs competitions-  [http://www.youngarchitectscompetitions.com/] e  TEDXVERONA , unʼorganizzazione no-profit con l’ obiettivo di condividere “idee che meritano di essere diffuse” [http://www.tedxverona.com/].

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Per concludere occorre accennare agli eventi che hanno animato i magazzini nella serata di sabato, organizzati dall’associazione Wunderkammer negli splendidi spazi del Magazzino 28. Musica, performance, allestimenti luminosi hanno coinvolto ed intrattenuto il divertito pubblico presente, costituito prevalentemente da giovani.

Un weekend ambizioso dunque, dove tanto si è discusso di sostenibilità, ecologia, imprenditoria intelligente e network society. Le finalità erano molteplici: riaccendere l’attenzione sul ruolo territoriale dei Magazzini Generali; portare alla conoscenza del cittadino idee innovative; dare voce ad una molteplicità di  associazioni che, pur facendo cultura parallelamente ai circuiti ufficiali, hanno sporadiche occasioni per mostrarsi al grande pubblico.

Obbiettivi centrati in parte, poiché è venuto meno lo scòpo principe dell’evento, la partecipazione sentita della cittadinanza. l limite dell’esperienza, va detto,  deve essere imputata all’errata campagna di comunicazione,  dal momento che il pubblico , veramente  esiguo, era costituito pressoché esclusivamente da “addetti ai lavori”. Il timore è quello che non sia stata fatta un’opportuna divulgazione dell’iniziativa presso i centri di aggregazione della cittadinanza,  in particolare nei quartieri adiacenti all’area, indiscutibilmente legati al futuro dei Magazzini Generali.

Se gli esperti, ed in particolar modo gli architetti, non coinvolgono la società reale nelle loro visioni di innovazione e partecipazione, è evidente che riservano all’esperienza un ruolo marginale:  quello del dibattito chiuso, squisitamente intellettualmente, ma inefficace per un reale cambiamento.

Il desiderio di riappropriarsi di un brano esteso di città per farne cultura e spazi collettivi può poca cosa se conduce ad una discussione a porte chiuse; molto più valore conseguirebbe se venisse condiviso perlomeno con i residenti che rappresentano quasi la metà della popolazione urbana. Concordando nel riconoscere ai Magazzini Generali  un’enorme potenzialità per il recupero economico e sociale del tessuto  limitrofo,  si ritiene preziosa qualsiasi iniziativa come Verona Città: creatività per l’innovazione e si è certi debba essere sostenuta. Occorre dunque percorrere con convinzione questa strada, ma dotandosi di una programmazione mirata; che sia eventualmente meno ricca, ma capace di affrontare le tematiche proposte con maggior rigore. Si sottolinea ancora una volta la necessità di procedere ad una campagna di comunicazione ad ampio raggio che coinvolga la popolazione residente, in particolar modo i giovani.

© 2013_ DdB

One thought on “Report 5

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