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Immagine: Sabbioneta, la galleria degli antichi. Jodice Mimmo

Eugenio Turri, (Grezzana, 1927 – Verona, 2005) è stato un geografo, scrittore e viaggiatore italiano. Ha insegnato, sino al 2001, Geografia del Paesaggio alla Facoltà di Architettura e Urbanistica del Politecnico di Milano. Per una decina di anni è stato anche consulente per la pianificazione paesistica e territoriale alla Regione Lombardia. Ha studiato a Milano e ha iniziato la sua attività come cartografo nelle redazioni del Touring Club Italiano. Sempre a Milano ha lavorato come geografo per l’Istituto Geografico De Agostini, scrivendo numerosi libri e saggi sul paesaggio, tra cui Antropologia del paesaggio (1974, 1981, 2008), Semiologia del paesaggio italiano (1979, 1990), Il paesaggio come teatro (1998), La megalopoli padana (2000) e Il paesaggio e il silenzio (2004).

iconemiGuardare e scoprire il paesaggio della pianura lombarda, comprenderlo e raccontarlo, seguirlo nelle sue trasformazioni: queste in sintesi le finalità di Osserva.Te.R., l’Osservatorio del Territorio Rurale istituito dalla Regione Lombardia – Direzione Generale Agricoltura e dall’Unione Regionale delle Bonifiche, delle Irrigazioni e dei Miglioramenti Fondiari per la Lombardia. L’armonia tra uomo e ambiente che ha costituito l’elemento fondante e continuativo dello sviluppo socio-economico e territoriale della pianura lombarda rischia oggi di entrare definitivamente in crisi. I segni di questa crisi sono rilevati in modo sensibile dal paesaggio, che va invece tutelato nelle sue specifiche componenti, in quanto elemento fondamentale di identità e condizione essenziale per il miglioramento della qualità di vita della popolazione. Il paesaggio è sintesi di natura e cultura; risultato di processi storici e di mutamenti socio-economici; specchio in cui si riflettono e si misurano il vivere e l’agire dell’uomo, il suo operare e il suo incessante rinnovarsi. Il paesaggio pulsa, vive e risulta dall’evoluzione di numerosi elementi che dialetticamente concorrono alla sua affermazione: quasi un mosaico formato da tante tessere legate inscindibilmente tra loro da un rapporto che vive e muta nel tempo.
Osserva.Te.R prende in esame questi elementi per coglierne la molteplicità di funzione e di significati e le interrelazioni dinamiche tra i fattori umani e quelli naturali che gli danno forma.

La percezione di un paese avviene attraverso una serie di elementi costitutivi del territorio che impressionano per la loro evidenza, bellezza, grandiosità, singolarità, o perché magari si ripetono, come leitmotiv caratteristici e inconfondibili. Questi elementi visivi, rilevabili nel paesaggio (fiumi, ville, piazze, castelli, santuari …), parte integrante della storia e della cultura degli abitanti, possono essere chiamati con il termine di iconemi.
Gli iconemi, le unità elementari della percezione , sommate con le altre in combinazione, formano l’immagine complessiva del paese: il paesaggio come sintesi, sommatoria e combinazione razionale di elementi, di tanti iconemi, alcuni dei quali diventano anche riferimenti primari, le componenti imprescindibili di quel paese, dati particolari che si memorizzano come fotografie tenute in archivio e che conserviamo nel nostro patrimonio di conoscenza, al quale ricorriamo ogni volta che occorre ripensare a quel paesaggio, a quel paese, per raccontarlo, per parlarne. Il significato che diamo agli elementi visivi o iconemi, che non sono un semplice fatto visivo ma che entrano come congegni della nostra interpretazione logica e funzionale del paesaggio, dipende dal nostro livello di cultura, dalla ricchezza o meno del nostro apparato enciclopedico, quello che forma il nostro sapere; ma dipende anche dalla nostra capacità di metterli in relazione casuale, di leggere in altre parole il funzionamento qui ed ora del territorio di cui il paesaggio con i suoi iconemi è la proiezione sensibile. Il significato che si da al paesaggio e ai suoi iconemi è diverso poi da quello che gli viene attribuito dagli abitanti del luogo, in quanto per loro tutto avrà un particolare sapore e significato funzionale al vivere, abitare, produrre. Ogni elemento ha un ruolo, una funzione, per cui ogni iconema rimanda, per l’abitante, a realtà territoriali, fisiche, che stanno dentro la cultura in cui vive, rapportandosi con gli altri abitanti del paese. La domanda è se il visitatore straniero riuscirà a cogliere i significati attribuiti al paesaggio dall’abitante locale. Questo avverrà quando egli più amplierà il proprio sapere, quanto più approfondirà le conoscenze su quel paese, i suoi abitanti, la sua storia, i suoi percorsi culturali e artistici, le attività produttive, agricole industriali, il gusto estetico della gente.

© 2013_ DdB

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