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© 2013_ Giacomo Bagnara.

La Collaborazione di Maggio ha come tema la città diffusa. Abbiamo chiesto all’illustratore Giacomo Bagnara di rappresentarla attraverso un progetto grafico.

Giacomo BagnaraGiacomo Bagnara, neolaureato in architettura, illustratore e maker, da qualche anno collabora con grandi e piccole realtà in Italia e all’estero. I suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste, blog e siti internet internazionali. Partecipa periodicamente a mostre collettive in giro per l’Europa. Recentemente ha partecipato ed esposto alla triennale di Milano con il progetto Zero. 

http://giacomobagnara.tumblr.com/

Fino al novecento la città, pur avendo modificato la sua forma e le sue funzioni, ha mantenuto una struttura monocentrica. Tali città si sono sempre organizzate attorno ad un unico nucleo e hanno sempre avuto dei limiti più o meno definiti rispetto all’ambito agricolo e naturale circostante. Ma nell’ultimo secolo dalle città nucleari siamo passati alle città estese, dove ormai è un problema distinguere l’urbano dal rurale; si parla infatti di perdita dei confini e di incertezza nel calcolare la dimensione del polo urbano. Il cambiamento più evidente è proprio la formazione della città estesa: un’entità territoriale che comprende più municipalità fuse o connesse tra loro in modo da formare un sistema urbano che, se molto esteso, prende il nome di regione urbana. Là dove questo processo è più avanzato la campagna tende a scomparire; andando dai nuclei urbani centrali più compatti verso gli spazi rurali, si osserva soltanto una progressiva rarefazione degli edifici, una semplice differenza di densità, mentre i modi di vita sono quelli delle periferie urbane. Con l’aumento della mobilità l’offerta di suolo urbano si è enormemente dilatata; la città diffusa infatti include vasti spazi aperti e ha come attrattori le strade, i loro incroci principali, gli svincoli autostradali, i vecchi borghi rurali, le piccole città di provincia. A differenza della città dispersa, nella città compatta è riconoscibile una linea di equilibrio tra il paesaggio della città e quello della campagna; questa città presenta dei bordi la cui forma è subito individuabile, possiamo trovare il bordo costituito da una strada, un elemento naturale forte, oppure dalle recinzioni degli spazi pertinenziali dei lotti edificati del tessuto compatto. Molto più complessa si presenta la tipologia dei bordi della città che, in contrapposizione al termine compatta, viene identificata appunto come dispersa; infatti in questo caso non si riesce a trovare una geometria chiara che permetta univoca descrizione del suo bordo. La perdita del confine è quindi connessa alla crescita illimitata della città, che sta portando alla perdita del dualismo tra centro e paesaggio esterno.

© 2013_ DdB

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