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Richard Ingersoll (USA, 1949), ha insegnato progettazione, storia dell’architettura, e storia urbana in varie università. Tra le sue più recenti pubblicazioni: Sprawltown. (Roma, Meltemi, 2004), “Viaggio in Italia, 1996-1998,” in La Perifieria italiana, ed. Lorenzo Bellicini, (Roma, Meltemi, 2001). Collabora inoltre con numerose riviste specializzate.

Barbara Fucci (Ravenna, 1960), laureata in scienze geologiche, specializzata in geografia e organizzazione del territorio, si occupa dell’osservatorio regionale del paesaggio e di progetti europei nell’ambito di attività del Servizio Valorizzazione e tutela del paesaggio e degli insediamenti storici della Regione Emilia-Romagna.

Monica Sassatelli (Bologna, 1972), è dottore di ricerca in Sociologia, attualmente insegna nelle Università di Ferrara e di Padova. Tra le sue pubblicazioni recenti: ‘L’esperienza del paesaggio’ in Saggi sul paesaggio di G. Simmel (Roma, Armando, 2006) e ‘La Convenzione europea del paesaggio: paesaggi quotidiani e identità europea’, in Istituzioni del Federalismo (Supplemento 2, Rimini, Maggioli, 2007).

agricoltura urbanaSulla spinta del rinnovamento culturale favorito dalla Convenzione Europea del Paesaggio, la Regione Emilia-Romagna ha avviato l’elaborazione di una strategia per la qualificazione dei paesaggi ordinari, al fine di superare le forme tradizionali di tutela grazie a nuovi strumenti di integrazione delle politiche e dei progetti di settore. Nella consapevolezza che la partecipazione delle popolazioni locali gioca un ruolo fondante nella gestione e trasformazione dell’ambiente di vita dell’uomo, la Regione ha voluto fornire elementi di conoscenza del paesaggio attraverso la presentazione dei risultati delle attività svolte nell’ambito del progetto PA YS.DOC- Buone pratiche del paesaggio, sia sul sito web dedicato (www.regione.emilia-romagna.it/paesaggi), sia in pubblicazioni divulgative, ritenendo che potessero costituire utili forme di comunicazione delle esperienze regionali sul paesaggio. In questo quaderno, a cura di Richard Ingersoll, viene analizzato il tema emergente dell’agricoltura urbana, intesa come mezzo per il miglioramento della qualità paesaggistica e della vita sociale, accompagnato dalla presentazione di alcuni casi esemplari.

Per poter migliorare le relazioni fra paesaggio urbano e rurale è necessario definire i fattori di conflitto territoriali, così da porre le basi per la loro soluzione attraverso gli strumenti normativi, perequativi e incentivanti. Il disagio e le conflittualità sociali presenti nelle nostre città hanno, in molteplici casi, come teatro le aree verdi e gli altri spazi non costruiti presenti sul territorio urbano, percepiti spesso, da un lato come luoghi non controllati e quindi conquistabili; dall’altro lato come luoghi trascurati e quindi non sicuri, infrequentabili. Uno sguardo complessivo a queste aree che ne ribalti la prospettiva ricercandone le potenzialità, può portare a un progetto coordinato in cui si cerchi di incrementare e sostenere alcune funzioni ritenute capaci di superare le criticità presenti; in quest’ottica un progetto complessivo di paesaggio, che non consideri il non costruito come uno spazio residuale, ma come un elemento capace di una relazione attiva con il contesto urbano, ha le potenzialità per contribuire alla coesione sociale, alla sensibilizzazione ai temi ambientali, al miglioramento dell’offerta di luoghi di ritrovo, all’aumento della sicurezza urbana. Si propone la cura del territorio attraverso la coltura agricola praticata da soggetti diversi e per scopi differenziati quali la produzione, la ricreazione, l’educazione, la socialità, la bellezza. Da attuarsi attraverso progetti di agricoltura urbana, da pianificare e programmare a scale diverse, considerando tutte le diverse forme conosciute e già sperimentate, ma anche da inventare. Oggi la parola chiave relativa all’agricoltura periurbana, è polifunzionalità. In particolare l’ attenzione è stata rivolta all’analisi e allo studio dell’orto polifunzionale valutando come il suo sviluppo, attraverso progetti di paesaggio, possa delineare opportunità per il miglioramento della qualità del territorio dei margini urbani, e quindi di tutta la città, rispondendo anche ad esigenze di aggregazione sociale. Con il termine Agricivismo, proposto dal dr. Richard Ingersoll, si intende “l’utilizzo delle attività agricole in zone urbane per migliorare la vita civica e la qualità ambientale/paesaggistica”; esso prevede il coordinamento di molteplici attività agricole in città, un’estesa partecipazione integrata, una diffusa coscienza ambientalista. La Regione Emilia-Romagna si fa promotrice di progetti di agricivismo nella prospettiva di miglioramento della qualità paesaggistica delle aree periurbane, perchè, nella riprogettazione di spazi pubblici e attraverso il coinvolgimento attivo delle comunità locali, si trovino soluzioni alle problematiche socio-ambientali e alla ricucitura del tessuto urbano, anche con il recupero/rinnovo di attività agricole tradizionali.

http://territorio.regione.emilia-romagna.it/paesaggio/pubblicazioni-1/agricoltura-urbana

© 2013_ DdB

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